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Dal 18 febbraio 2000

Mantova: oltre Palazzo Ducale...

Una lista completa di musei e monumenti poco conosciuti ma, che meritano di essere visti e visitati per conoscere meglio la città di Mantova...

GALLERIA STORICA DEI VIGILI DEL FUOCO
Mantova
Museo storico

Largo Vigili del Fuoco • 46100 Mantova
Tel: (0039) 0376 22771 • Fax: 0376 227746
E-mail: vvfmn@libero.it
Web: www.bimnet.it/vigilidelfuoco


Apertura
sabato ore 14.30-18.30; domenica e festivi ore 10.00-12.00 e 14.30-18.00.
Il museo è chiuso dal 6 gennaio al 15 febbraio, dall’1 al 31 agosto e per le festività di Natale, Capodanno e Pasqua. Su richiesta telefonica è possibile la visita anche in altri giorni.

Ingresso: gratuito

Visite guidate
su prenotazione con almeno sei giorni lavorativi d’anticipo

Cenni storici
Già la legge istitutiva del Corpo nazionale Vigili del Fuoco del 1941 prevedeva la realizzazione di un museo storico.
Ma solo molti anni dopo, il Comando provinciale Vigili del Fuoco di Mantova diretto dal comandante Dott. Ing. Nicola Colangelo con la collaborazione di gran parte del personale, riusciva a realizzare questo obiettivo, raccogliendo e restaurando mezzi e materiali di varie epoche attraverso acquisizioni nelle caserme dei Vigili del Fuoco di tutta Italia.
Così nel 1991, in occasione del 50° anniversario dell’istituzione, veniva inaugurato il primo e,
per il momento, unico museo storico italiano
dei Vigili del Fuoco.
Il museo è stato allestito in alcuni edifici del complesso monumentale del Palazzo Ducale di Mantova, adibiti anticamente in parte a uso militare e scuderie (ex caserma Gonzaga), in parte riconducibili a una struttura teatrale (ex Teatro vecchio).
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ACCADEMIA NAZIONALE VIRGILIANA DI SCIENZE LETTERE E ARTI
Mantova
Museo storico con archivio e biblioteca


Via Accademia, 47 - 46100 Mantova
Tel. (0039) 0376 320314
Fax 0376 222774

www.comune.mantova.it/
virgiliana/index.htm

e-mail: cgallic@tin.it


Apertura
da lunedì a sabato ore 10.00-13.00.
mercoledì ore 15.30-17.30

Ingresso gratuito

Cenni storici
La ricostruzione dell’Accademia Nazionale Virgiliana risale a un editto di Maria Teresa d’Austria del 1768. L’Istituzione, denominata allora "Reale Accademia di Scienze e Belle Lettere", divenne una vera e propria scuola superiore e universitaria articolata in tutte le discipline e divisa in varie classi.
Tale altezza di compiti le assicurò rapidamente una meritata celebrità in Italia e all’estero.
Fino da allora le fu destinata la sede ove si trova tuttora: il Palazzo Accademico restaurato dall’architetto neoclassico Paolo Pozzo, e abbellito dallo splendido teatro di Antonio Galli da Bibiena inaugurato alla fine del 1769 (Mozart tredicenne vi suonò il 16 gennaio 1770).
La "Reale Accademia di Scienze e Belle Lettere" nata allora risorgeva sulle radici di una tradizione di sodalizi di cultura che risaliva al Rinascimento e al dominio gonzaghesco. Assunse l'appellativo di ‘Virgiliana’ per volontà del generale francese conte Sextius-Alexandre François Miollis comandante della piazza di Mantova dal 1797 durante l’occupazione francese, che agiva interpretando e condividendo la passione di Napoleone Bonaparte per Virgilio; e conseguì la qualifica di ‘Nazionale’ dal 1983.
In origine l'Accademia costituiva una struttura culturale e didattica fondamentale per la città di Mantova; e le era stata assegnata la proprietà di tutti i beni artistici e librari pubblici mantovani.Dopo alterne e difficili vicende che l’hanno gravemente impoverita, essa ha riavviato negli ultimi decenni una vivace operosità di produzione culturale nelle tre Classi che la compongono: Lettere e Arti, Scienze morali, Scienze matematiche fisiche e naturali.
Il Corpo accademico è costituito da 170 tra accademici ordinari, d’onore e soci corrispondenti. Nella sua sede l’Accademia conserva e mette a disposizione di studiosi e ricercatori quanto rimane del tesoro artistico e librario originario; celebra periodicamente convegni frequentati da studiosi eminenti e cicli di conferenze di vario indirizzo e di alta specializzazione culturale; pubblica dal 1863 la rassegna annuale degli "Atti e Memorie"; svolge un’intensa attività editoriale in diverse collane pubblicate per i tipi della Casa editrice Leo S. Olschki, divulgando così in tutto il mondo i risultati degli studi e delle ricerche compiuti nella sua sede.
Presidente attuale dal 1991 è il professore maestro Claudio Gallico, coadiuvato da un Consiglio Accademico di otto membri

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TEATRO BIBIENA
Mantova

Via Accademia, 47 – 46100 Mantova
tel. 0376 327653
fax 0376 310857

e-mail gonzagapoint@comune.mantova.it



Apertura
da martedì a domenica ore 9.30-12.30 e 15.00-18.00.
chiuso in caso di convegni

Ingresso
intero Euro 2,00; ridotto euro 1,20

Cenni storici
"Vorrei che tu avessi visto il Teatrino di questa Accademia. Non ho mai veduto in vita mia niente di più bello in questo genere".
Con queste parole Leopold Mozart esprimeva alla moglie tutta l’ammirazione per il Teatro Scientifico dell’Accademia, che aveva appena ospitato, il 16 gennaio 1770, un concerto di Wolfgang, non ancora quattordicenne.
Il teatro, capolavoro di Antonio Galli Bibiena (Parma 1697 – Milano 1774) era stato inaugurato poco più di un mese prima, il 3 dicembre 1769.
Fu, questo, l’anno in cui le autorità di governo austriaco rinnovarono l’insegnamento accademico, introducendo maestri di pittura, architettura e ornato formatisi nella nascente cultura classicheggiante.
Il Teatro Scientifico è testimone estremo di una fantasiosa sensibilità tardobarocca presto abbandonata: l’austera facciata neoclassica, disegnata da Giuseppe Piermarini, sembra volerne celare, emblematicamente, l’esistenza. Per buona sorte, invece, il teatro che si offre oggi all’ammirazione dei numerosi visitatori e del pubblico che ne frequenta gli spettacoli è lo stesso che destò l’entusiasmo di Mozart padre e dei cittadini accorsi a festeggiare l’esibizione del prodigioso figlio.

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MUSEO DI TAZIO NUVOLARI E LEARCO GUERRA
Mantova
Museo storico monotematico


P.zza Broletto, 9 - 46100 Mantova
Tel. e fax (0039) 0376 327929
www.tazionuvolari.it
e-mail: info@tazionuvolari.it


Apertura
Aprile - Ottobre: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e festivi ore 10.00-13.00 e 15.30-18.30.
Novembre, Dicembre: sabato e festivi: ore 10.00-13.00 e 15.30-18.30.
Gennaio, Febbraio festivi ore 10.00-13.00 e 15.30-18.30
Marzo : sabato e festivi ore 10.00-13.00 e 15.30-18.30

Nei giorni di chiusura la visita è possibile su prenotazione, effettuabile contattando il Museo o l'Automobile Club Mantova (tel 0376 325691, fax 0376 221277, e-mail: acimantova@libero.it

Ingresso
intero euro 3,00; ridotto euro 2,00. • Comitive (venti persone) euro 35,00

Bookshop
cataloghi, poster, libri, videocassette, borse, cartoline, articoli da regalo e souvenir legati al mito di Tazio Nuvolari

Servizi
noleggio delle sale per conferenze ed eventi

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MUSEO DIOCESANO "FRANCESCO GONZAGA"
Mantova
Museo artistico storico

Piazza Virgiliana, 55
46100 Mantova
Tel. e fax (0039) 0376 320602

www.museodiocesanomantova.it

Apertura

da Marzo a Giugno: tutti i giorni eccetto il lunedì
Settembre – Ottobre: tutti i giorni eccetto il lunedì
Luglio - Agosto: giovedì, sabato, domenica
da Novembre a Febbraio: domenica

Orario: 9.30 – 12.00 14.30 – 17.00

Ingresso
euro 3,00; gruppi euro 2,00; scolaresche e ultrasessantenni euro 1,00; gratis per sacerdoti, religiosi e, il martedì, per ultrasessantenni.

Visite guidate
gratuite previa prenotazione.

Bookshop
cartoline, cataloghi e altre pubblicazioni.



Cenni storici

Il Palazzo Ducale di Mantova ospitò nel 1974 una mostra intitolata Tesori d'arte nella terra dei Gonzaga, che presentava opere inedite o misconosciute della città e del suo territorio, per la gran parte provenienti da chiese e altre istituzioni ecclesiastiche. Il successo della rassegna mosse il proposito di, per così dire, istituzionalizzarla, per rendere permanentemente accessibile un patrimonio culturale che apparve subito di straordinaria rilevanza.

Il proposito trovò realizzazione nove anni dopo, con l'apertura del museo cui la diocesi di Mantova ha riservato l'intero piano superiore del trecentesco chiostro di Sant'Agnese, un edificio carico di storia, legato com'è alla memoria del beato Giovanni Bono e dell'imperatore Carlo V, qui per due volte ospite. La storia locale è evocata anche dal nome del titolare, il venerabile Francesco Gonzaga, ministro generale dei francescani, nunzio a Parigi, vescovo di Cefalù e, dal 1593 al 1620, di Mantova, dove tra i suoi meriti palesò, degno esponente del suo casato, un'intensa passione per l'arte. Un buon numero delle opere da lui raccolte o commissionate - ricordiamo per tutte la Madonna col Bambino in argento dorato, rarissimo esempio dell'oreficeria francese del Trecento - furono da subito accolte nel museo: di qui l'intitolazione a lui.

Pur se nato dalla mostra citata, il museo tuttavia se ne distacca decisamente, sia per il non coincidente ambito territoriale (la diocesi corrisponde solo in parte alle "terre dei Gonzaga"), sia, soprattutto, per la necessità di restituire alla normale funzione liturgica e cultuale tante opere, per l'occasione prestate dalle chiese. Esse restano ammirabili nella loro collocazione originaria, costituendo una sorta di "museo diffuso" che con altri periferici (il Museo Storico Aloisiano di Castiglione delle Stiviere, quello della cattedrale di Asola, l'istituendo di Castel Goffredo) integra il diocesano centrale nell'offrire il panorama dell'arte sacra mantovana, tuttora ingente malgrado ripetute requisizioni e dispersioni.

Lasciando alle singole comunità locali i loro tesori, scopo del museo diocesano è quello di custodire e tornare a mostrare quelle opere di pregio che per ragioni diverse - come l'impossibilità di garantirne altrimenti la sicurezza, o le mutazioni intervenute nella liturgia e nella devozione, o la soppressione dei luoghi di culto - erano state tolte alla vista. Il loro ricupero ha consentito di arricchire il notoriamente già cospicuo patrimonio artistico di Mantova, e insieme di restituire loro almeno una delle ragioni per le quali sono state realizzate: testimoniare la fede e le vicende storiche di un popolo di credenti.

Ben presto, però, il museo si è trovato a dover ampliare i suoi orizzonti, per le numerose donazioni, anche di intere raccolte, pervenute da artisti - primo nel tempo Pietro Annigoni, che al museo ancora ai suoi esordi ha voluto donare un suo vigoroso disegno - e collezionisti, non solo mantovani. Così, nel breve volgere di un ventennio il museo ha visto addensarsi nei suoi pur ampi spazi un cumulo di opere che, se hanno in comune l'alta qualità, si differenziano per genere (dipinti, sculture, oreficeria, mobili, arazzi, smalti, sigilli e altro ancora), materiali (tele e affreschi, ceramica e legno, marmo e bronzo, argento e oro, quarzo e pietre preziose), età (gli ultimi duemila anni vi sono puntualmente rappresentati), destinazione (ornamenti e arredi sacri, oggetti d'uso quotidiano, armi e armature) e provenienza (oltre a quella locale, essa spazia dalla corte imperiale di Bisanzio alla corte imperiale germanica, da Venezia a Firenze, da Parigi a Vienna, da Milano ai paesi islamici).

Per agevolare i visitatori, e particolarmente le scuole, nella comprensione di quanto è loro offerto, il museo si sta in vario modo attrezzando (già sono disponibili, tra l'altro, una biblioteca, una sala per conferenze, pannelli didattici); essenziale tuttavia, dopo l'accumulo tumultuoso di tante opere, appare in tempi brevi un loro riordino organico, che appare appropriato delineare nei termini seguenti.

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MUSEO DI PALAZZO D'ARCO
Mantova
Museo dimora storica


Piazza C. d’Arco, 4
46100 Mantova
Tel. (0039) 0376 322242
Fax 0376 369544

www.museodarco.it
e.mail museo@fondarco.191.it



Apertura
da marzo a ottobre compreso: da martedì a domenica e festivi ore 10.00-12.30 e 14.30-18.00;
da novembre a febbraio compreso: sabato, domenica e festivi ore 10.00-12,30 e 14.00-17.00
Chiuso: Capodanno, Pasqua, Ferragosto, Natale, S.Stefano

Ingresso
iLa biglietteria chiude mezz'ora prima. Ingresso: intero Euro 3,00; ridotto Euro 1,00 (scolaresche)

Visite guidate
le visite sono solo guidate e accompagnate. Visite anche fuori orario su richiesta e prenotazione (gruppi).

Bookshop pubblicazioni relative alla storia di Palazzo d’Arco

Il Museo
Palazzo d'Arco, appartenuto ad un ramo della nobile casata trentina dei Conti d'Arco, ospita, negli eleganti ambienti ancora oggi riccamente arredati, oltre alla interessante pinacoteca, una straordinaria collezione di armi, ceramiche, libri, strumenti musicali, sculture e reliquiari.
Il palazzo fu ristrutturato alla fine del Settecento dall'architetto Antonio Colonna; l'imponente facciata si ispira alle architetture del Palladio, e particolarmente interessanti sono gli ambienti interni, lo scalone e l'esedra che chiude il giardino.
Nel 1872 la proprietà fu ampliata con l'acquisto di un'area confinante che attualmente comprende
il giardino ed alcuni edifici di epoca rinascimentale.

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CASA DELLA BEATA OSANNA ANDREASI
Mantova
Museo dimora storica


Via P. Frattini, 9
46100 Mantova
Tel. e fax (0039) 0376 322297

Apertura
martedì e venerdì ore 10.00-13.00, giovedì ore 17.00-19.00 e su richiesta.

Ingresso gratuito a offerta libera.

Visite guidate
per singoli e gruppi, ma sempre accompagnati da un volontario dell’Associazione per i monumenti domenicani.
I visitatori possono richiedere il percorso storico-artistico o quello spirituale, più legato alla conoscenza della Beata Osanna (che fu terziaria domenicana) e al mondo domenicano.


Bookshop
biografie della Beata Osanna Andreasi e dei beati domenicani mantovani, libri di filosofia e la guida alla visita della Casa.

Cenni Storici
Casa Andreasi è di propietà della Provincia Domenicana Utriusque Lombardia ed è la sede della Fraternita laica domenicana e dell’Associazione per i monumenti domenicani.
Fu donata nel 1966 dal conte Alessandro Magnaguti, molto devoto alla Beata Osanna.
I Magnaguti entrarono in possesso della casa nel 1780 quando la marchesa Luigia Andreasi andò sposa a Giambattista Magnaguti, e la portò in dote.
Fino al 1780 la casa era sempre stata di proprietà degli Andreasi, prima degli eredi diretti di Niccolò (padre di Osanna) che l’aveva acquisita alla metà del Quattrocento e poi anche di rami laterali.
La Casa è stata conservata nei secoli come luogo di culto perché fu abitazione di Osanna Andreasi (1447-1505).
Gli interventi più significativi furono realizzati nella prima metà del ‘500, dopo che dal Papa fu approvato il culto di Osanna.
Dal 1966 è stata restaurata, resa centro culturale e di divulgazione della spiritualità domenicana.

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CASA DEL MANTEGNA
Mantova
Centro d'arte moderna e contemporanea

via Acerbi 47,
46100 Mantova
tel . 0376360506
fax 0376326685

www.provincia.mantova.it/casadelmantegna

e.mail : casadelmantegna@provincia.mantova.it



Ingresso
gratuito in assenza di mostre, con ticket variabile a seconda delle mostre.

Visite Guidate gratuito per le scuole e solo su prenotazione

Bookshop
all'ingresso con cataloghi, pubblicazioni, monografie, cartoline, guide e altro

Cenni Storici
Nell’antica dimora di Andrea Mantegna è oggi ospitato un istituendo museo che raccoglie già una cospicua collezione di opere collocabili tra Ottocento e Novecento.
La Casa del Mantegna è proprietà della Provincia di Mantova ed è divenuta sede, negli ultimi venticinque anni, di importanti eventi espositivi legati all’arte moderna e contemporanea. È ora quindi uno spazio culturale di elevato prestigio e di intenso valore propositivo e non solo per la città di Mantova.
Secondo definite linee di programma si sta realizzando un pro­getto che conduce tale galleria pubblica verso le connotazioni di Museo laboratorio - officina culturale, recuperando così anche l’idea che era con­nessa alle originarie funzioni dell’edificio rinascimentale.
In questo modo la ‘dimora” che tanto esprime del Mantegna nel fascino della propria struttura, si apre attualmente a un progetto di Museo dell’arte mantovana tra Otto e Novecento, volto a indagare i percorsi di un fecondo dibattito artistico.
In questo Museo laboratorio oltre agli eventi espositivi temporanei, attraverso un’intensa opera di acquisizioni, si sta procedendo a sistemare una collezione permanente.
È importante sottolineare come Io stesso contenitore,la dimora rinasci­mentale, si offra quale parallelo percorso di visita su un itinerario d’arte e di storia collegabile anche alla prospiciente, albertiana,
chiesa di San Sebastiano. Qui, su un fondo donato dal Marchese Ludovico Il nel 1476, Andrea Mantegna diede inizio alla costruzione dell’edificio da lui stesso progettato. È qui che vogliamo proporre ai visitatori una breve sosta. Non ritroveranno, infatti, in questa costruzione i fasti delle regge: qui parla un som­messo ed essenziale linguaggio rinascimentale trasmesso dalla linearità dei rapporti geometrico proporzionali tra i diversi ambienti, dall’evidenza di una nuova fede nella razionalità costruttiva.
L’edificio, assai semplice all’esterno, ha una volumetria cubica. Si sviluppa su tre piani, l’ultimo dei quali contiene una serie di attici ed è evidenziato, all’esterno, dall’elegante cornice sporgente.
All’interno, al centro del blocco cubico, si colloca il cortile, quasi una picco­la piazza circolare di sobria e austera eleganza, interpretazione originale dell’atrium della domus romana. In pianta il cerchio si inscrive nel quadrato: l’evidente allusione alla simbologia del divino rimanda alle teorizzazioni deIl’Alberti e allo spirito recettivo dell’artista, una dimensione che è anche sottilmente suggerita dal motto Ab Olympo che troviamo iscritto sopra uno dei portali. L'intera costruzione sembra dunque ruotare intorno a questo nucleo rotondo che, per la sua forma, si distacca da ogni altro cortile della Rinascenza e sottolinea ulteriormente l’originalità del Mantegna.

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MUSEO DELLA CITTA' - PALAZZO DI SAN SEBASTIANO
Mantova


Largo XXIV maggio,12 - 46100 Mantova
tel 0376 367087
fax 0376 223618

web:
www.mumm.mantova.it

e.mail
museodellacitta@
domino.comune.mantova.it


Apertura
da martedì a domenica 9-18; lunedì 13-18, lunedì di Pasqua 9 -18
La biglietteria chiude alle 17.30
Chiuso il 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre

Ingresso
intero euro 2,50; ridotto euro 1,50

Bookshoop
cataloghi, pubblicazioni, cartoline, videocassette, DVD, poster, gadget turistici

Cenni
San Sebastiano, splendida dimora gonzaghesca cinquecentesca, collocata lungo l’asse che da Palazzo Ducale conduce nell’otium di Palazzo Te, torna alla città dopo un completo restauro e con esso tornano a vivere il gusto per l’antico appartenuto ai Gonzaga e alla grande civiltà artistica di Mantova. San Sebastiano diventa, infatti, dal 19 marzo, la sede prestigiosa del Museo della Città, ideale ricostituzione, in chiave moderna, di quel Museo Patrio che nell’Ottocento riuniva le collezioni civiche.
Più di cento opere di grande valore storico ed artistico – statue, busti e rilievi antichi e rinascimentali, dipinti quattro-cinquecenteschi, affreschi, stemmi araldici, reperti architettonici – sono chiamate a raccontare il gusto a Mantova tra Umanesimo e Rinascimento, le dinamiche ideali e i momenti salienti della storia della città, grazie ad un percorso espositivo che propone tematiche storico-artistiche emblematiche, suggerendo connessioni tra le opere – alcune assolutamente eccezionali – e tra queste e il territorio in una logica di contestualizzazione artistica ed urbanistica delle stesse. Un patrimonio artistico che torna alla luce. Un museo che è palinsesto della storia della città e nel contempo – con il Centro di Studi e Documentazione delle collezioni civiche, postazioni informatiche, specifici progetti didattici – diventa luogo di ricerca e di recupero dell’identità storica, artistica e culturale di Mantova.

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MUSEO NUMISMATICO
Mantova
Museo artistico

Corso Vittorio Emanuele II, 13
46100 Mantova
Tel. (0039) 0376 311869
(0039) 0376 311861/868
Fax 0376 311979

www.fondazione.bam.it
E-mail: fondazione@bam.it
museo.numismatico@bam.it


Apertura
venerdì e sabato ore 9.00-12.30 e 15.00-19.00.
domenica ore 9.30-13.00
altri giorni e/o orari è possibile la visita su prenotazione per gruppi di minimo 10 persone
Ingresso
intero euro 3,00;
ridotto da euro 2,00 (bambini meno di 10 anni e adulti più di 65 anni)
classi scolastiche euro 1,00

Visite guidate
su prenotazione

Cenni storici
La collezione della Banca Agricola Mantovana costituisce, unitamente a quella formata dal re d’Italia Vittorio Emanuele III ed esposta a Palazzo Massimo in Roma, la più completa raccolta di antiche monete e medaglie di Mantova e dei Gonzaga dal XII al XIX secolo.
La collezione iniziò a formarsi nel 1986 con l’acquisizione della raccolta del notaio Casero di Milano, nella quale affluirono molti esemplari di proprietà di Giulio Superti Furga di Canneto sull’Oglio (Mantova), rinomato studioso di numismatica.
Seguì, nel 1993, l’acquisizione della prestigiosa collezione del conte Alessandro Magnaguti (1887-1966), un erudito e facoltoso nobile mantovano che in quasi mezzo secolo costituì una importante raccolta di monete e medaglie dei Gonzaga, vincolata dal Ministero dei Beni Culturali perché giudicata "di eccezionale interesse artistico e storico", e rappresentata nel IX volume dell’Ex Nummis Historia, trattato di numismatica dello stesso Magnaguti.
Altri esemplari acquisiti sul mercato antiquariale completano quello che è considerato oggi, con i suoi 2.160 pezzi esposti, il più vasto museo visibile al mondo di monete e medaglie di Mantova e dei Gonzaga. Lo splendido stato di conservazione e la straordinaria rarità di molti esemplari, spesso unici e inediti, costituiscono un patrimonio di storia, arte e cultura inestimabile.
Tra i vari artisti che hanno realizzato monete e medaglie per la famiglia Gonzaga
si ricordano Pisanello, Bartolo Talpa, Leone Leoni, Gaspare Molo e Gian Cristoforo Romano.

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TEMPIO DI SAN SEBASTIANO
Mantova

Largo XXIV maggio
46100 Mantova
tel 0376 220097
fax 0376 310857

e.mail gonzagapoint@comune.mantova.it


Apertura
dal 15 marzo al 15 novembre da martedì a domenica ore 10.30-12.30 e 15.00-17.00

Ingresso intero euro 1,50, ridotto euro 1,00

Cenni Storici
Dieci anni prima del suo ultimo capolavoro, la basilica di Sant'Andrea, Leon Battista Alberti progettò a Mantova questa chiesa, voluta dal marchese Ludovico II Gonzaga per i Canonici Lateranensi. Pur se non fedelmente realizzata e sottoposta a successivi improvvidi interventi, tra i quali nel 1925, l'aggiunta delle due scalinate, la chiesa è uno dei capisaldi del primo rinascimento , mirabilenella facciata (che associaforme classiche asoluzioni moderne come la cripta, aperta ll'esterno, e le originarie cinque finestre del vestibolo, al quale si saliva dalla loggetta laterale) e nel lucido, possente interno a croce greca. Il Tempio adibito a famedio dei caduti per la patria, ospita un urna contenete i resti di alcuni Martiri di Belfiore


































































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